Una landing page è una pagina web pensata per far compiere al visitatore una sola azione, per esempio compilare un modulo, prenotare una chiamata o comprare. Ci si arriva di solito da un annuncio, da una email o da un post sui social. Rispetto alla home di un sito ha meno menu e meno distrazioni, con un messaggio unico dall'inizio alla fine.
Il nome viene dall'inglese: "to land" vuol dire atterrare, quindi la landing page è la pagina su cui atterri dopo aver cliccato. In questa guida vediamo come è fatta, che differenza c'è con un sito, quali tipi esistono, quando conviene farla e quando invece è tempo perso. Alla fine trovi un esempio ipotetico, i passi per crearne una e le domande che le persone si fanno più spesso.
Come è fatta una landing page?
Una landing page ben fatta ha pochi elementi, tutti al servizio di un solo obiettivo. Secondo le guide di Hostinger e di GetResponse, gli ingredienti che tornano più spesso sono questi:
- Un titolo che dice subito che cosa ottiene chi legge, scritto come beneficio e non come descrizione dell'azienda.
- Un sottotitolo che precisa l'offerta in una frase.
- Un testo breve che risponde ai dubbi più comuni: quanto impegno serve, cosa succede dopo il clic, a chi è adatta l'offerta.
- Un'immagine o un video che mostra il prodotto o il servizio.
- Elementi di fiducia, come recensioni vere o loghi di clienti reali. Se non li hai, meglio ometterli che inventarli.
- Una call to action (spesso abbreviata in CTA), cioè il pulsante o l'invito che chiede di fare il passo: "Prenota una chiamata", "Scarica la guida".
- Un modulo corto, con solo i campi che servono davvero.
La call to action si ripete nei punti giusti della pagina, così chi si convince a metà lettura non deve tornare in cima a cercarla. Ogni elemento che non porta verso quel pulsante è candidato a sparire.
Che differenza c'è tra landing page e sito web?
Un sito web è come un negozio con più vetrine: ha una home, pagine sui servizi, chi siamo, contatti, spesso un blog. Chi entra può girare, confrontare, leggere. Una landing page è il banco all'ingresso, dove una persona che ha già un'esigenza precisa trova una risposta precisa e una sola strada da percorrere.
In pratica cambiano quattro cose:
- Lo scopo. Il sito presenta tutta l'attività, la landing page spinge verso un'azione.
- La navigazione. Il sito ha un menu completo, la landing page ne ha uno ridotto o nessuno.
- Il pubblico. Il sito accoglie chi arriva da fonti diverse, la landing page è scritta per chi arriva da una fonte precisa, per esempio un annuncio.
- La misura del successo. Per il sito contano visite e tempo di lettura, per la landing page conta quante persone compiono l'azione richiesta.
Le due cose convivono: la landing page può stare dentro il tuo sito oppure su un indirizzo a parte. Se stai ancora decidendo da dove partire, la scelta dipende da quello che vuoi ottenere. Un'attività che deve farsi conoscere ha bisogno di un sito web, mentre una campagna con un obiettivo preciso richiede una landing page su misura.
Che tipi di landing page esistono?
Le classificazioni sono diverse, ma quelle che si incontrano più spesso (le citano sia GetResponse sia Hostinger) si riassumono così:
- Pagina di vendita: presenta un prodotto o un servizio e porta all'acquisto o alla richiesta di preventivo.
- Pagina per raccogliere contatti: offre qualcosa di utile, per esempio una guida o un modulo di prenotazione, in cambio dei dati di contatto.
- Pagina di iscrizione: chiede in sostanza un solo dato, di solito l'email, per un evento o una newsletter.
- Pagina di ringraziamento: compare dopo che l'azione è stata compiuta e può proporre il passo successivo.
- Pagina "in arrivo": crea attesa prima del lancio di un prodotto o di un servizio.
Per Hostinger le splash page, quelle che compaiono per un avviso o per una verifica, non sono landing page. Per "conversione" si intende il momento in cui il visitatore fa ciò che volevi: scrive, prenota, scarica, compra.
Quando serve una landing page?
Serve quando hai un obiettivo preciso e un pubblico che arriva da un canale preciso. Tra i casi più comuni, quelli che anche la pagina servizi di Sarabi.Cloud indica per le landing page:
- il lancio di un prodotto o di un servizio;
- una campagna pubblicitaria, per esempio su Google Ads o su Meta;
- la raccolta di contatti con una guida, un buono sconto o un altro incentivo;
- l'iscrizione a un evento;
- la verifica di un'idea prima di sviluppare il prodotto completo.
Il caso della pubblicità merita una parola in più. Nella documentazione di Google Ads si legge che la pagina di destinazione dovrebbe corrispondere da vicino all'annuncio e alle parole chiave, offrire contenuti utili e originali, con una navigazione veloce e comoda da telefono. Google la collega all'esperienza della pagina di destinazione, uno dei componenti del punteggio di qualità (Quality Score). Mandare chi clicca su un annuncio alla home di un sito generico, in pratica, significa rinunciare a una pagina costruita per quell'annuncio.
C'è poi la stagionalità. In vista del Black Friday, a fine novembre, diverse guide invitano a preparare per tempo il negozio e le pagine delle offerte. Una landing page dedicata a una promozione, pronta con anticipo, è il modo più semplice per non improvvisare all'ultimo.
Quando una landing page non serve?
È la domanda che ti fa risparmiare più soldi, quindi vale la pena essere schietti. Una landing page non serve, o almeno non subito, in questi casi:
- Non hai ancora un sito e nessuno sa chi sei. Prima serve un luogo dove presentare l'attività, con servizi, contatti e informazioni di base. La landing page arriva dopo.
- Non hai un'offerta precisa da promuovere. Una pagina con un obiettivo unico funziona se sai qual è.
- Non farai pubblicità né invii di email. Se il traffico arriva solo dalla ricerca su Google, a volte una buona pagina del sito sul singolo servizio fa lo stesso lavoro.
- Il tuo cliente ha bisogno di confrontare molte informazioni prima di decidere. In quel caso un sito con più pagine lo accompagna meglio di una pagina sola.
In questi casi parti da un sito essenziale e costruisci le landing page quando hai una campagna da sostenere.
Quali errori rendono inutile una landing page?
Gli errori più frequenti sono pochi e quasi sempre prevedibili:
- Troppi obiettivi nella stessa pagina. Se chiedi di iscriversi, comprare, seguire i social e leggere il blog, la gente non fa niente.
- Link che portano fuori. I collegamenti ai social o al resto del sito distraggono dall'azione principale.
- Moduli troppo lunghi. Ogni campo in più è un motivo per abbandonare. Chiedi solo ciò che ti serve per il primo contatto.
- Titolo che non corrisponde all'annuncio. Chi clicca su "preventivo gratuito" e trova una pagina generica se ne va.
- Caricamento lento o pagina scomoda da telefono. GetResponse e Google Ads insistono entrambi sulla velocità e sull'uso da mobile.
- Urgenza finta. Un conto alla rovescia che si azzera ogni giorno brucia la fiducia.
- Nessuna informativa privacy accanto al modulo. Se raccogli dati personali, la persona deve sapere chi li tratta e per cosa. Fatti consigliare da un professionista sulla formulazione corretta.
Come si capisce se una landing page funziona?
La misura principale è il tasso di conversione: quante persone compiono l'azione richiesta rispetto a quante visitano la pagina. Se in una settimana la pagina riceve 200 visite e 10 persone compilano il modulo, il tasso è del 5%. Questo è un esempio ipotetico di calcolo, non un risultato reale.
Per un riferimento, GetResponse pubblica un benchmark in cui indica una media del 5,62% per le landing page in Italia. È un dato del fornitore di uno strumento per landing page. La pagina non descrive il campione né il periodo, quindi vale come ordine di grandezza e non come promessa. Conta di più il confronto con te stesso: la tua pagina oggi contro la tua pagina dopo una modifica.
Per confrontare due versioni si usa il test A/B: metà dei visitatori vede la versione A, metà la B, poi dopo un numero sufficiente di visite si guarda quale converte meglio. Si cambia una cosa per volta, per esempio il titolo o il testo del pulsante, altrimenti non si capisce cosa ha fatto la differenza. Per misurare serve anche il tracciamento, cioè la configurazione che registra le azioni compiute sulla pagina. Con poche visite i risultati sono rumore: aspetta di averne abbastanza prima di decidere.
Un esempio concreto (esempio ipotetico)
Immagina una fisioterapista che apre uno studio nuovo e vuole riempire le prime agende. Ha già una pagina di presentazione sul sito, ma decide di fare un annuncio locale per la prima visita.
L'annuncio rimanda a una landing page dedicata. Il titolo dice "Prima visita di valutazione nel tuo quartiere", il sottotitolo spiega in una riga cosa succede durante la visita, un breve blocco risponde alle domande tipiche (dove siamo, quanto dura, cosa portare). Chiude la pagina un modulo con nome, telefono e fascia oraria preferita. Non c'è il menu del sito e non ci sono link ai social.
Il vantaggio è che ogni persona che clicca vede esattamente ciò che l'annuncio prometteva. E la fisioterapista, guardando i numeri, capisce subito se l'annuncio porta richieste oppure no. Se nessuno compila il modulo, sa che deve cambiare il messaggio e non il resto dello studio.
Come si crea una landing page, passo dopo passo
- Definisci l'obiettivo in una frase: "Voglio che le persone prenotino una prima visita".
- Scrivi chi arriva e da dove arriva: annuncio, newsletter e social richiedono toni diversi.
- Scrivi il titolo e la CTA prima di tutto il resto. Se non riesci a farlo, l'obiettivo non è ancora chiaro.
- Aggiungi solo i blocchi che rispondono a dubbi reali: benefici, come funziona, domande frequenti, prove di fiducia vere.
- Costruisci il modulo con i campi minimi e metti accanto l'informativa privacy.
- Controlla la pagina da telefono e verifica la velocità di caricamento.
- Collega il tracciamento, pubblica e osserva i numeri per qualche settimana.
- Cambia una cosa per volta e confronta.
Puoi farla da solo con uno strumento di creazione pagine, se hai tempo e voglia di imparare. Se preferisci non perdere settimane, Sarabi.Cloud realizza landing page su misura: la pagina del servizio spiega che i testi si scrivono insieme (tu porti i contenuti, noi li trasformiamo in un messaggio chiaro), che la pagina viene predisposta per le campagne con tracciamento delle conversioni e che è possibile impostare test A/B su titoli, immagini e pulsanti.
Domande frequenti sulle landing page
Una landing page posiziona su Google? Può comparire nei risultati come qualunque pagina web, se è fatta bene. Il suo compito principale, però, è convertire chi arriva da un canale preciso. Per farti trovare in modo stabile sulle ricerche servono in genere pagine di contenuto sul sito, come questa guida.
Quanto costa una landing page? Dipende dal lavoro richiesto: testi, grafica, tracciamento, numero di versioni da testare. Sulla pagina del nostro servizio non abbiamo indicato i prezzi, quindi per una stima serve descrivere il progetto. Diffida di chi ti dà un numero senza sapere cosa ti serve.
Posso usare la home del mio sito come landing page? Si può, ma di solito rende meno. La home deve servire pubblici diversi con scopi diversi, mentre una landing page parla a una persona sola con una sola richiesta.
Vuoi una landing page per la tua attività?
Se hai un'offerta da lanciare, una campagna in arrivo o dei contatti da raccogliere, scrivici a info@sarabi.cloud. Raccontaci in due righe cosa vuoi ottenere, a che punto sei e da quale canale arriveranno le persone. Ti rispondiamo con le domande giuste per capire se ti serve davvero una landing page. Nell'indice del blog trovi altre guide su siti, automazioni e strumenti digitali.
Fonti: GetResponse, Landing Page: guida completa; Hostinger, Che cos'è una landing page; Google Ads, assistenza sulla pagina di destinazione; Sarabi.Cloud, landing page.
Hai un caso simile o un dubbio? Scrivici a info@sarabi.cloud.