Tra il 17 e il 18 settembre 2026 Google ha fatto sparire dai risultati di ricerca dello Spazio economico europeo (SEE) le schede prodotto gratuite e i caroselli dei prodotti popolari. Chi vende online e riceveva visite da quegli spazi senza pagare pubblicità ha perso un canale. Vediamo che cosa è successo e che cosa conviene fare.
Cosa è successo alle schede prodotto di Google
Secondo Search Engine Roundtable e PPC Land, in circa 48 ore le schede prodotto gratuite e i caroselli "Popular products" sono quasi scomparsi dai risultati di Google nel SEE. Hugo Huijer, di Productrise, ha misurato cali tra il 90 e il 100 per cento in Germania, Francia, Belgio, Svezia e Paesi Bassi. Ginny Marvin, responsabile dei rapporti con gli inserzionisti di Google (Ads Liaison), ha confermato che la rimozione dipende dalle regole del Digital Markets Act, il regolamento europeo sui mercati digitali. Secondo PPC Land, il cambiamento non era stato annunciato in anticipo.
Che cosa sono le schede prodotto gratuite
Quando cerchi un prodotto su Google, in alcune ricerche compaiono riquadri con foto, prezzo e nome del negozio. Una parte è pubblicità. Un'altra parte compariva gratis, se il negozio caricava il proprio catalogo su Merchant Center, lo strumento di Google in cui i negozi inseriscono i prodotti. Sono queste le schede gratuite che nel SEE sono sparite.
Cosa cambia per chi vende online
Secondo Adriaan Dekker, citato da Search Engine Roundtable, lo spazio liberato va ai servizi di confronto prezzi, detti comparatori. Secondo PPC Land, i negozi hanno perso un canale di traffico gratuito senza alcun periodo di transizione. Le strade rimaste sono tre: gli annunci Shopping a pagamento, che secondo Numinix restano disponibili, un comparatore che trattiene una quota sulle vendite, oppure accettare la perdita di quelle visite.
L'Italia fa parte del SEE. I cali citati però riguardano cinque paesi tra cui l'Italia non compare, quindi per il tuo negozio il dato che conta è il tuo, non la media europea.
Come capire se la novità ha colpito il tuo negozio
Apri le statistiche del sito e filtra le visite che arrivano da Google verso le pagine prodotto. Confronta le tre settimane prima del 17 settembre con le tre settimane dopo. Se il calo è netto e coincide con quelle date, è probabile che tu dipendessi dalle schede gratuite. Se le visite sono stabili, il tuo traffico arriva da altre strade, per esempio dalla ricerca normale o da chi conosce già il negozio. In entrambi i casi hai un'informazione concreta su cui decidere, invece di un timore generico.
Cosa conviene fare adesso
- Guarda i tuoi numeri. Nelle statistiche del sito (Google Analytics o strumenti simili) confronta le visite arrivate da Google ai prodotti prima e dopo il 17 settembre.
- Non lasciare tutto su un solo canale. Un sito web su misura con schede prodotto complete (titolo chiaro, foto, prezzo, disponibilità) lavora per te anche quando una piattaforma cambia le regole.
- Prova gli annunci Shopping con un budget piccolo e un obiettivo preciso, per esempio quanti ordini arrivano in due settimane. Misura prima di spendere di più.
- Leggi le condizioni dei comparatori prima di iscriverti, in particolare la quota che trattengono su ogni vendita.
- Cura la pagina di arrivo. Chi clicca un annuncio deve trovare subito il prodotto e il pulsante per comprarlo. Una landing page pensata per un solo obiettivo aiuta a non sprecare i clic che paghi.
Cosa evitare
Evita di comprare annunci a pioggia senza misurare i risultati. Evita di rifare tutto il sito per la fretta. Diffida di chi promette di riportarti in quegli spazi: la rimozione dipende da una regola europea e riguarda tutti i negozi, qualunque sia la qualità del tuo catalogo.
Quando questa notizia ti riguarda poco
Se vendi solo in negozio, su prenotazione o grazie al passaparola, la questione ti tocca poco. Chi ha un negozio online ma riceve quasi tutte le visite da persone che digitano già il suo nome ha probabilmente meno da temere, perché quelle persone non passavano dai caroselli.
Esempio ipotetico: una bottega online di ceramiche vede calare le visite da Google dopo il 17 settembre. Prima di spendere in pubblicità controlla da dove arrivano gli ordini del mese. Se la maggior parte viene da newsletter e passaparola, basta un test piccolo con gli annunci. Se viene quasi tutta da Google, ha più senso costruire subito altri canali.
Per capire come cambiano gli acquisti online con gli agenti IA, leggi anche Shopify apre il checkout agli agenti IA: cosa cambia per chi vende.
Scrivici se vuoi un parere sul tuo negozio
Se hai un negozio online e vuoi ridurre la dipendenza da un solo canale, scrivi a info@sarabi.cloud: raccontaci in due righe cosa vendi, da dove arrivano oggi i tuoi clienti e a che punto è il sito.
Fonti: Search Engine Roundtable, PPC Land, Numinix.
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