Dominio e hosting: differenza e come scegliere

· Sarabi.Cloud

Il dominio è l'indirizzo del tuo sito, quello che i clienti scrivono nel browser (per esempio sarabi.cloud). L'hosting è lo spazio su un computer sempre acceso, chiamato server, dove stanno i file del sito. Il dominio ti fa trovare, l'hosting fa comparire le pagine. Servono entrambi, si pagano separatamente e di solito si rinnovano a scadenze diverse.

Ti hanno detto "il sito è pronto, ti mando il link" e tu hai pensato che fosse tutto? Capita. Poi un giorno il sito sparisce. Scopri che nessuno ricordava chi avesse pagato il rinnovo di cosa. Qui trovi la differenza spiegata con parole normali, come lavorano insieme, quanto costano, chi deve risultare proprietario, gli errori che fanno più danni e i casi in cui puoi non pensarci per un po'.

Che differenza c'è tra dominio e hosting?

L'esempio più usato in giro è quello della casa: funziona. Il dominio è l'indirizzo sul citofono: dice dove ti trovano. L'hosting è la casa vera, con le stanze, i mobili, il frigo. Puoi avere un indirizzo bellissimo e nessuna casa dietro: chi cerca il tuo nome trova una pagina vuota o un errore. Puoi avere una casa arredata benissimo senza un indirizzo che la gente riesca a ricordare: il sito esiste ma nessuno lo raggiunge.

Secondo Hostinger il dominio si compone di due parti: il nome (nell'esempio, "google") e l'estensione, cioè la parte finale (".com"). L'hosting, sempre secondo la stessa guida, è il servizio che conserva i file del sito e li invia ai visitatori quando scrivono il tuo dominio nel browser.

Come fanno dominio e hosting a lavorare insieme?

Quando qualcuno digita il tuo indirizzo, entra in gioco il DNS (Domain Name System, il sistema che collega i nomi agli indirizzi numerici dei server). Secondo WPBeginner il DNS traduce il nome di dominio nell'indirizzo IP del server di hosting. Pensalo come una rubrica telefonica: il nome è il contatto, il numero è il server.

Se comperi dominio e hosting dallo stesso fornitore, la rubrica di solito si compila da sola. Se li compri da fornitori diversi, devi dire al dominio dove sta l'hosting, modificando le impostazioni DNS. Lo ricorda anche Hostinger. Secondo OVHcloud, dopo l'attivazione di un dominio la propagazione DNS (il tempo perché la modifica si veda in giro) può durare fino a 48 ore. Se cambi qualcosa e il sito non risponde subito, prima di arrabbiarti conta fino a un giorno.

Cosa si può comprare insieme e cosa conviene tenere separato?

Dominio e hosting possono stare presso fornitori diversi. Secondo WPBeginner il sito si può anche spostare su un altro hosting: si trasferiscono file e dati, poi si aggiornano le impostazioni DNS del dominio. Tradotto: il dominio è il tuo indirizzo e non lo perdi cambiando casa.

Per questo tanti professionisti preferiscono tenere il dominio in un posto a loro intestato e l'hosting da un'altra parte. Se un giorno cambi fornitore, o chi ti ha costruito il sito sparisce, l'indirizzo resta in mano tua. Comprare tutto in un solo pacchetto è comodo, ma comodo non vuol dire sempre prudente: dipende da chi ci mette il nome sopra.

Che tipi di hosting esistono?

Le guide di settore citano quasi tutte gli stessi tipi principali.

Per un sito vetrina di una piccola attività, nella grande maggioranza dei casi basta un hosting condiviso fatto bene. Il VPS o il cloud servono quando il sito è pesante, ha molti accessi o fa girare un software su misura.

Sui prezzi, ogni fornitore dice la sua e le cifre cambiano. SupportHost, in una guida che risale al 2023, indicava per l'hosting condiviso una forbice tra 34 e 149 euro all'anno e per i domini .com e .it prezzi intorno a 11 e 10 euro all'anno. Sono ordini di grandezza da verificare oggi sulle pagine dei fornitori, non un listino. Se vuoi capire come il dominio e l'hosting entrano nel conto di un sito intero, leggi la nostra guida su quanto costa un sito web.

Quanto dura un dominio e cosa succede se scade?

Il dominio si prende in uso per un periodo. Secondo WPBeginner il periodo è di solito un anno. Hostinger precisa che si può pagare in anticipo fino a 10 anni. L'hosting si paga invece a mese o ad anno.

Se il dominio non viene rinnovato, il sito va offline. Secondo WPBeginner di solito esiste un periodo di grazia in cui rinnovi al prezzo normale, poi il dominio può essere registrato da qualcun altro. SupportHost aggiunge che un dominio scaduto può essere registrato da chiunque, anche se alcuni si riescono ancora a recuperare. Il consiglio che ne esce è banale e salva la giornata: rinnovo automatico attivo, carta di credito valida, email di avviso che arrivano a una casella che controlli davvero.

Chi risulta proprietario del tuo dominio?

Questa è la domanda che nessuno fa al momento del preventivo. Vale più del resto. Quando si registra un dominio c'è un intestatario, cioè la persona o l'azienda che risulta titolare. SupportHost ricorda che uno strumento chiamato WHOIS può mostrare date di registrazione, scadenza e titolare del dominio.

Perché ti riguarda? Perché il cugino che "fa i siti" molto spesso registra il dominio a suo nome, per comodità. Finché va tutto bene nessuno se ne accorge. Il giorno in cui vuoi cambiare fornitore, o il cugino smette di rispondere, scopri che l'indirizzo della tua attività è nelle mani di un altro. Spostare il dominio richiede un codice di autorizzazione, che secondo SupportHost si chiede al fornitore attuale. WPBeginner cita inoltre un'attesa in genere di 60 giorni, imposta da ICANN, prima di poter trasferire il dominio.

Regola pratica: l'intestatario sei tu, con la tua email e il tuo codice fiscale o la tua partita IVA; le credenziali le hai tu. Chi lavora al sito riceve un accesso, non il comando.

Esempio ipotetico: due modi di comprare lo stesso sito

Esempio ipotetico. Marta ha uno studio di fisioterapia. Primo scenario: un conoscente le prepara un sito, compra tutto da un pacchetto con il suo nome e le gira una pagina web. Due anni dopo Marta vuole cambiare grafica, il conoscente è irreperibile, il rinnovo era sulla sua carta, il dominio scade. Secondo scenario: Marta registra lei il dominio con i suoi dati, sceglie un hosting condiviso e dà gli accessi a chi costruisce il sito. Stesso sito, stessa spesa di partenza. Nel secondo caso, se cambia fornitore, sposta file e DNS in un pomeriggio. Nel primo, ricomincia dalla scelta di un nome nuovo e dalla speranza che i clienti lo ritrovino.

Gli errori più comuni con dominio e hosting

Quando puoi non pensarci (per ora)

Se hai un profilo sui social e ti basta quello per far arrivare i clienti, un dominio può aspettare. Se il tuo lavoro passa solo dal passaparola e hai già un sistema che funziona, non serve comprare subito un hosting costoso per avere un sito che nessuno visiterà. Un dominio costa poco: registrarlo presto, anche senza sito, evita che il tuo nome se lo prenda un altro. L'hosting si compra quando c'è qualcosa da mostrare.

Esistono anche servizi di hosting gratuito, ma, secondo SupportHost, quello gratuito di solito dà un sottodominio (un indirizzo tipo nomesito.nomefornitore.com) e non un dominio tutto tuo. Va bene per provare, un po' meno per presentarsi a un cliente.

Come scegliere dominio e hosting, passo per passo

  1. Scegli un nome breve, facile da dire al telefono e da scrivere senza errori. L'estensione .it racconta una realtà italiana (OVHcloud cita le estensioni nazionali, come .it e .fr; poi quelle di settore, come .shop).
  2. Registra il dominio a tuo nome, con la tua email principale.
  3. Attiva il rinnovo automatico e controlla la carta associata.
  4. Scegli l'hosting in base al sito che hai davvero: pagine statiche e pochi accessi, il condiviso; un software su misura o molto traffico, VPS o cloud.
  5. Collega dominio e hosting (DNS) e verifica che il sito risponda anche da telefono, con il lucchetto di sicurezza nella barra.
  6. Appunta tutto: fornitore, scadenze, chi ha le credenziali. Un foglio condiviso basta.

Se il sito lo fa qualcun altro, chiedi in anticipo chi sarà l'intestatario del dominio, dove sarà l'hosting e chi paga i rinnovi. Sono tre domande, tre minuti: un preventivo serio le mette nero su bianco.

Domande frequenti

Dominio e hosting sono la stessa cosa? No: il dominio è l'indirizzo, l'hosting è il luogo dove stanno i file. Spesso li vendono insieme, ma sono due servizi diversi con due scadenze.

Posso comprare dominio e hosting da fornitori diversi? Sì. Secondo Hostinger e WPBeginner basta modificare le impostazioni DNS perché il dominio punti all'hosting.

Se cambio hosting perdo il dominio? No. Secondo WPBeginner si spostano file e dati, poi si aggiornano le impostazioni DNS del dominio.

Cosa succede se dimentico di rinnovare il dominio? Il sito va offline. C'è di solito un periodo di grazia, poi il dominio può essere registrato da altri.

Quale hosting serve a un sito vetrina? Di solito basta un hosting condiviso ben configurato. Valutalo in base a traffico, assistenza e backup, non al nome del piano.

Parliamone

Noi di Sarabi.Cloud costruiamo siti web su misura, partendo da una chiacchierata sulla tua attività. Secondo la nostra pagina, design, contenuti e codice restano di proprietà del cliente: lo stesso ragionamento vale per il dominio, che dev'essere tuo fin dal primo giorno. Se vuoi capire come impostare dominio e hosting per il tuo sito, scrivi a info@sarabi.cloud raccontandoci in due righe che attività hai e se hai già un dominio o un sito online.

Fonti: Hostinger, dominio e hosting; WPBeginner, differenza tra dominio e hosting; OVHcloud, dominio e hosting web; SupportHost, dominio e hosting.

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